ambiente · tradizioni popolari cinesi

Pipistrelli porta fortuna e contro le zanzare: tra Cina e Friuli

Sebbene in Europa il pipistrello sia associato al malefico e al demoniaco, non così è in Cina, Paese in cui il piccolo mammifero alato gode di ottima reputazione. Secondo la tradizione, per giungere al radioso mondo degli Immortali è necessario passare attraverso buie caverne popolate da pipistrelli. Proprio per la vicinanza ai luoghi del divino si pensava che questi animali beneficiassero del dono della longevità e per tale motivo essi costituivano uno degli ingredienti speciali dell’elisir dell’immortalità. Gli antichi cinesi, quindi, anziché cacciarli li proteggevano.

L’idea che i pipistrelli portino fortuna è dovuta all’omofonia dei due glifi cinesi che indicano rispettivamente “pipistrello” (蝠) e “buona sorte” (福): entrambi i caratteri si pronunciano . Spesse volte la raffigurazione di cinque pipistrelli (五蝠, wŭ fú) indica l’augurio di ottenere le tradizionali cinque benedizioni (五福, wŭ fú): longevità, ricchezza, salute, amore per la virtù e una morte naturale. A volte questo augurio è rappresentato da un mago con una brocca da cui escono cinque pipistrelli, oppure da uno o due bambini che cercano di far entrare dei pipistrelli in una giara (瓶, píng), vocabolo omofono a “pace” (平, píng). L’immagine del mitologico Zhōng-Kuí che abbatte dei pipistrelli con la spada deve essere interpretata come augurio di buona sorte. Secondo la tradizione cinese, un pipistrello rosso è foriero di grande fortuna, non solo perché il rosso allontanerebbe i demoni, ma anche perché l’ideogramma 紅 (hóng, “rosso”) ha la medesima pronuncia di 宏 (hóng, “immenso”, “magnifico”).

Oltre a tutto questo i pipistrelli possiedono l’innata virtù di predare ingenti quantità di zanzare. Ecco perché molti comuni italiani hanno adottato le cosiddette BAT BOX (ma in italiano potremmo chiamarle più aggraziatamente “chirotteriere”) per dare albergo a questi piccoli mammiferi. Tra questi comuni, l’amministrazione di Spilimbergo (in provincia di Pordenone) ha avviato un progetto singolare, il primo del genere in Friuli Venezia Giulia: non solo ha acquistato 30 chirotteriere da un produttore locale, Luca Urli dell’Apicoltura Cantoni di Cividale del Friuli, investendo in tal modo in prodotti a “Km 0”, ma ha anche avviato una collaborazione con gli esperti della LIPU di Padova (leggi l’intervista) al fine di individuare i siti adatti al posizionamento delle chirotteriere e di stabilire un piano di monitoraggio delle stesse.

Alcune foto delle chirotteriere prodotte dall’Apicoltura Cantoni:

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