generale

Sei di Vadiya… allora ti sposo!

Si tratta di un matrimonio di massa, con tanti colori e tante coppie giovanissime. L’evento, tenutosi nel villaggio di Vadiya nello stato occidentale del Gujarat (a circa 210 km da Ahmedabad), è stato organizzato dal Vicharata Samuday Samarthan Manch (VSSM), un gruppo no-profit che lavora con le comunità emarginate nomadi. Le spose, tutte di 18 anni o poco più, come si vede dai vari reportage fotografici (uno lo trovate qui, un altro qui) erano vestite in sari colorati, gli sposi in abito bianco e turbante, e una torma di suonatori di tamburo accompagnava le nozze.

Un momento della cerimonia

Ma perché parlare di un matrimonio di massa, che è una pratica così comune in India, soprattutto nelle zone rurali dove in questo modo le varie coppie riescono ad abbattere notevolmente i costi pro capite della cerimonia? Beh, perché questo matrimonio collettivo ha qualcosa di speciale: una nobile ragion d’essere. Infatti, le donne del villaggio di Vadiya per generazioni si sono procurate di che campare prostituendosi (beninteso, non che lo volessero loro! In realtà è ben noto che sono gli uomini ad incassare i proventi della prostituzione forzando le donne a vendersi al miglior offerente). La cerimonia nuziale, dunque, rappresenta un tentativo di interrompere il ciclo dello sfruttamento sessuale femminile: così spiega la signora Mittal Patel del VSSM. «Il matrimonio significa che le ragazze saranno salvate dalla professione tradizionale della prostituzione», continua Mittal Patel, «quando una ragazza si sposa o si fidanza non può più essere forzata a far commercio di sé». Per tale motivo, oltre alle giovani spose, altre 12 ragazze di età inferiore ai 18 anni si sono ufficialmente fidanzate durante la cerimonia. Purtroppo, però, tre fidanzamenti sono stati annullati perché i rispettivi ragazzi non si sono presentati.

La Patel ha sottolineato che con il suo gruppo ha lavorato per cinque anni a stretto contatto con le comunità locali, trovando giovani disposti a sposare le ragazze «costruendo un rapporto di fiducia tra loro». Un bel traguardo, data la reputazione che da generazioni le donne di Vadiya – per dir così – “coltivavano”, reputazione che ha reso Vadiya il “villaggio delle prostitute” (così viene chiamato). Mittal ha fatto notare che nessuno, prima del maxi matrimonio, aveva mai pensato di prendere in moglie una donna che venisse da lì.

Il matrimonio è stato un successo: circa 3.000 persone hanno partecipato ai festeggiamenti, accogliendo l’invito ufficiale a presenziare alla cerimonia. Uno dei rituali di nozze è stato officiato da J.B. Vora, un alto funzionario del distretto, che ha anche consegnato personalmente i regali alle coppie. Egli, durante il suo discorso d’apertura del cerimoniale, rivolgendosi agli ospiti presenti, ha significativamente rimarcato il fatto che «questo è un evento storico che sta per portare un enorme cambiamento sociale nella vita delle donne del villaggio di Vadiya».

Che dire? In questo caso, bravi tutti!

Guarda qui il servizio di una tv locale.

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