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Da oggi bracconieri braccati in Maharashtra

L’uccisione di una tigre in Maharashtra pochi giorni fa sembra essere stata l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza del Governo dello stato indiano, da anni impegnato in campagne di protezione delle sue 169 tigri. Il 22 maggio, quindi, è divenuta direttiva statale per guardie forestali e ranger di sparare a vista ai bracconieri. Chiunque si avventuri in una zona di riserva delle tigri con una pistola o un fucile, adesso rischia di essere abbattuto.

Sebbene la legge che consente alle guardie forestali di sparare ai cacciatori di frodo sia attiva da circa 10 anni, le guardie forestali stesse non hanno osservato tale codice, dati gli alti timori di essere perseguiti ai sensi della legislazione sui diritti umani. Tutto ciò ora è cambiato. Il governo statale ha promesso che le guardie forestali e i renger saranno protetti da eventuali azioni di attivisti dei diritti umani, se dovessero essere coinvolti in cosiddette “sparatorie preventive”.

Patangrao Kadam, il ministro delle foreste dello stato del Maharashtra, ha recentemente affermato che «la morte causata da fucilazione preventiva non sarà ritenuta reato ai sensi del codice penale indiano. Abbiamo fatto una norma di legge per salvaguardare il nostro personale da eventuali azioni legali eccessive da parte dei cosiddetti attivisti dei diritti umani». «Gruppi per i diritti umani compaiono sul campo qualora vi siano simili azioni, ma noi abbiamo bisogno di salvare le tigri» – ha continuato Kadam – «se il nostro personale trova dei bracconieri che stanno commettendo un reato, c’è l’ordine di sparare a vista. Ovviamente devono lanciare un monito, chiedendo ai bracconieri di arrendersi. Tuttavia, se i bracconieri non si arrendono, devono essere sparati».

Al fine di garantire l’efficacia della politica dello sparo a vista, è stata organizzata una serie di corsi di formazione per i rangers e le guardie forestali nelle aree più sensibili. Al momento le guardie forestali sono armate a scopo di sola autodifesa, ma delle 11.000 guardie solo 1.000 hanno armi da fuoco. Il piano è dunque di portare tutte le guardie forestali a essere addestrate nell’uso di armi da fuoco.

Nel Maharashtra si è riscontrato un forte aumento di tentativi di bracconaggio alle tigri negli ultimi mesi. L’ultimo abbattimento – quello che ha innescato la risposta statale della “shoot on sight policy” – è del 20 maggio, avvenuto nella Pench Tiger Reserve. La tigre era stata già tagliata in 11 pezzi e pronta per la lavorazione e il trasporto. Ciò che desta maggiore preoccupazione, tuttavia, sono le informazioni raccolte dalle agenzie locali di polizia che indicano che i bracconieri avrebbero ordini per altre 25 tigri.

Il momento del ritrovamento della tigre abbattuta il 20 maggio, già sezionata in 11 pezzi. La pelliccia può valere fino a 20.000 dollari, mentre la carne fino a 1.200 dollari al kilo.

La nuova politica di sparare a vista è dunque l’ultimo provvedimento di una serie di azioni pensate al fine di cercare di combattere il crescente bracconaggio. In precedenza, nella Pench Tiger Reserve erano state destinate 90 guardie forestali in più. La Tadoba-Andhari Tiger Reserve – dove alla fine di aprile sono state abbattute 2 tigri – ha visto aumentare il personale forestale di 70 unità. Inoltre, l’ufficiale capo per la conservazione è stato sostituito. Oltre a ciò, alle guardie forestali delle due riserve sono state assegnate 100 jeep supplementari per facilitare i pattugliamenti anti-bracconaggio.

Adesso, il personale forestale potrà abbattere gli abbattitori. E il governo statale, che vuole cercare consensi e aiuto anche tra le persone, ha creato un fondo per premiare (con una somma che può arrivare al corrispondente di poco più di 700 euro) tutti coloro che forniscono informazioni su bracconieri e loro attività.

La domanda a questo punto è: ma siamo davvero sicuri che l’uccisione si combatta con l’uccisione? In quale stato di diritto un crimine (come l’uccisione, di quale che sia forma di vita, umana o animale, se quest’ultima è protetta per legge… ma in fondo anche se non lo è!) può essere combattuta con un’attività che in sostanza replica il crimine che si vuole debellare? Non sarebbe forse stato meglio adottare delle politiche di aiuto sociale ed economico alle famiglie dei bracconieri per distoglierli dalle loro fraudolente attività, anziché formare dei commando armati che hanno l’ordine di sparare a vista?

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