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Le aziende statunitensi in India a scuola di “new economy”

Ecco una notizia davvero molto interessante. L’azienda statunitense Dow Corning sta cercando di rispondere alle sfide della crisi economica e dei nuovi mercati prestando attenzione al modo in cui la creatività, l’esperienza e lo sviluppo sostenibile sono gestiti in luoghi culturalmente molto diversi dagli Stati Uniti… come, appunto, l’India.

La Dow Corning (che produce materiali siliconici utilizzati in svariati settori, dalle automobili ai paracadute) ha infatti inviato alcuni suoi dipendenti, tutti volontari, in India, per la precisione a Ujire nel Karnataka, come parte di un programma chiamato Corporate Citizenship, che ha lo scopo di sviluppare, mediante scambi culturali bilaterali, nuove strategie di sviluppo aziendale a livello mondiale. Questo progetto è condotto in collaborazione con il Sri Dharmasthala Manjunatheshwara College.

Il do ut des si struttura nel seguente modo: i dipendenti della Dow Corning s’impegnano a fornire competenze tecniche agli indiani, e in cambio ottengono la possibilità di immergersi nel tessuto culturale di questi ultimi, entrando in tal modo in contatto con nuove idee e strategie di mercato. In pratica, dieci volontari dell’azienda americana hanno lavorato a stretto contatto con i coltivatori di noci di arec al fine di progettare una macchina sbucciatrice ad hoc. Hanno inoltre aiutato le donne ad avviare microimprese e a raggiungere così un certo grado di emancipazione economica.

«Il nostro programma di volontariato è una fonte incredibilmente ricca di idee per il business e un metodo a basso prezzo di ricerca di mercato», ha dichiarato Laura Asiala, direttrice del Corporate Citizenship. Quando i progetti saranno finiti, infatti, i volontari torneranno a casa con una maggiore conoscenza dei mercati emergenti, più precise competenze sulle possibilità di investimento e nuovi contatti con potenziali partner.

Una simile strategia pare stia dando già notevoli frutti, al punto che anche altre aziende si sono avviate o si stanno avviando nella medesima direzione. Ad esempio, la tedesca SAP (società di software) e la statunitense IBM (società di servizi informatici), da qualche tempo hanno intrapreso progetti simili. SAP si è concentrata su Brasile, India e Sud Africa, mentre IBM su Cambogia e Nigeria.

Come riferisce uno studio della George Washington University datato 2012, «molte aziende ritengono che l’esperienza internazionale di volontariato d’impresa possa stimolare nuove conoscenze nei propri dipendenti, in un modo decisamente migliore di quanto non possano fare i programmi tradizionali».

Non c’è che dire, il nuovo business pare debba passare – e di ciò non possiamo che rallegrarci – anche attraverso l’integrazione culturale.

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