filosofia · libri

Un libro di intrecci filosofici… tra Oriente e Occidente

Oggi voglio segnalarvi un libro di recentissima pubblicazione che  ho curato assieme all’amica Alessandra Cislaghi. Si tratta di un volume che raccoglie gli interventi tenuti durante il convegno di filosofia Il Sé – tra Oriente e Occidente, svoltosi a Trieste, l’11 e 12 gennaio 2010. Tra parentesi, vi segnalo anche che i sei interventi principali del convegno si possono ascoltare alla seguente pagina, oppure direttamente su Youtube.

A. Cislaghi, K. Del Toso, Intrecci filosofici. Pensare il sé a Oriente e a Occidente, Ed. Mimesis (collana Essere e Libertà), Milano-Udine 2012, pp. 165, ISBN 9788857511320.

Dall’Introduzione:

«Questo volume nasce come una scrittura festosa. Esso raccoglie i testi composti in occasione del convegno realizzato per il sessantesimo compleanno di due amici filosofi: Aldo Magris e Maurizio Pagano. Entrambi discepoli di Luigi Pareyson a Torino, hanno condiviso per più di un decennio l’attività accademica presso l’Università di Trieste. Tutti e due hanno a cuore la filosofia della religione, o meglio, delle religioni, la questione del soggetto, il tema dello spirito. Sullo sfondo di questo vasto orizzonte che li avvicina, ciascuno ha percorso il proprio itinerario di ricerca, ciascuno ha dato forma alla propria opera. Ma dato che “le cose degli amici sono comuni”, sulla base ideale dell’antica sentenza, ha preso corpo il progetto di festeggiare more philosophico i due, invitati a colloquio per dire l’uno della filosofia dell’altro. A far corona a questa doppia presentazione sono stati chiamati altri studiosi, legati all’uno e/o all’altro festeggiato da lunga amicizia nel lavoro del pensiero. Inseguendo l’intenzione d’intrecciare voci, percorsi, tradizioni, si è svolto così un convegno piuttosto insolito, progettato secondo la figura del chiasmo. Il presente saggio conserva l’impianto vivace dello scambio conviviale: Pagano riflette ripercorrendo le tappe della ricerca di Magris e questi fa altrettanto; seguono gli altri contributi.

«L’impegno, cui i relatori sono stati chiamati, quello di dire dell’altro a partire da sé, ha trovato metaforico rispecchiamento nella definizione del tema del colloquio, individuato nella questione del “sé”. Molti sono i nuclei tematici che intersecano i campi di ricerca dei due festeggiati (il pensiero di Hegel, la libertà, il cristianesimo e l’antichità, l’illuminismo, la fede religiosa, l’escatologia, et cetera), mentre il “sé”, a rigor di termini, non è tra questi. Eppure, agli organizzatori dell’incontro, che sono anche i curatori di questo volume, proprio il tema del “sé” è parso adeguato all’intreccio dei saperi dei due filosofi amici, tanto da porlo al centro del dialogo per farne scaturire elementi di riflessione e di confronto.

«[…] “L’uomo è spirito. Ma che cos’è lo spirito? Lo spirito è il sé, un rapporto che si rapporta a se stesso e così si rapporta a un Altro” – annotava Kierkegaard nell’incipit di uno dei suoi testi divenuti più noti. Il grande tema della conoscenza di sé investe il compito inaggirabile del diventare se stessi, disegnando una straordinaria trama di nobili testimonianze, che da Socrate sino a noi sollecitano la meditazione metafisica. La scissione tra l’io e il sé si annuncia carica di tensioni ma intenzionata alla realizzazione: l’io si ritrova, arrivando al sé, il solo che propriamente può dire liberamente io, come insegnava e sperimentava Plotino. L’intera storia del pensiero occidentale esibisce la ricorsività inaggirabile della minuscola parola “sé”, quasi radice segreta e insopprimibile d’ogni discorso che attraversi i temi della coscienza, dell’oggetto da conoscere e del soggetto conoscente. La gnoseologia abita il piano ontologico e l’essere è detto per sé, a partire da sé, in sé, fuori di sé; queste modulazioni definiscono ora la cosa da conoscere nelle sue relazioni, ora la persona che sussiste indipendentemente, che sia uomo, angelo o Dio. Il ritorno a sé dispiega e compie l’itinerario della ricerca dell’io, come esprimono gli eroi letterari d’ogni tempo e latitudine, assecondando le speculazioni filosofi che sulla relazione indissolubile eppure discrasica tra l’io e il sé.

«[…] Emergendo dagli abissi della sua solitudine, lo spirito sa di sé. Le antiche tradizioni d’Oriente si sono esse pure e nondimeno trovate a tentare la dicibilità del mistero sorgivo dell’autocoscienza umana attraverso la parola, tanto diretta quanto potente, del «sé» (l’ātman). Secondo la Bṛhadāraṇyaka-upaniṣad, lo spirito si leva dagli abissi nel momento in cui si accorge di se stesso e allora può dire «aham brahmāsmi» (io sono il Brahman). In questa puntuale affermazione le filosofie indiane di matrice brāhmanica rintracciano la costitutiva identità tra sé ed essere: il sé è. Ma che cosa è il «sé»? Due sono principalmente le risposte che l’Oriente indiano ha dato a tale abissale questione: per le scuole hindū il sé è realtà/verità (tattva/satya), perché – come sostiene l’alfiere dell’ortodossia vedica Śaṃkarācārya – l’unica vera realtà è puramente sé; secondo i discepoli del Buddha, invece, il sé è la parvenza d’unicità creduta dall’io in confronto all’altro, ma invero vacua inesistenza e illusorietà: «Tutte le cose sono non-sé» (sabbe dhammā anattā). Il sé è parola vuota, a dire di Nāgārjuna. Tale contrasto dottrinale tra il realismo hindū e l’anti-realismo buddhista ha segnato uno dei più intensi e profondi periodi della storia del pensiero orientale, che nei suoi sviluppi dialettici connette ontologia ed etica, rigore razionale e slancio mistico.

«Intorno a questo denso nucleo tematico le tradizioni d’Oriente e d’Occidente possono fruttuosamente instaurare un dialogo autentico».

Indice:

INTRODUZIONE di Alessandra Cislaghi p. 7
I. TESTI p. 13
1. MAURIZIO PAGANO STUDIOSO DI HEGEL di Aldo Magris p. 15
2. ALDO MAGRIS: LIBERTÀ E DESTINO di Maurizio Pagano p. 31
II. RELAZIONI p. 53
1. VERITÀ DELL’ALTRO di Fabio Polidori p. 55
2. IL PROBLEMA DEL SÉ NEL BUDDHISMO ESOTERICO CONTEMPORANEO di Massimo Raveri p. 65
3. IL SÉ COME IMMAGINE DELL’ASSOLUTO di Claudio Ciancio p. 85
4. IL SÉ NELL’HINDŪISMO E IL SÉ NEL BUDDHISMO di Giangiorgio Pasqualotto p. 99
III. CONTRIBUTI p. 107
1. SÉ, TRASCENDENZA E DESTINO NEL PENSIERO DELLA CINA ANTICA di Amina Crisma p. 109
2. L’OCCHIO E LA SCENA di Enrico Guglielminetti p. 127
3. IL SÉ – TRA ORIENTE E OCCIDENTE… DI SE STESSO di Pier Aldo Rovatti p. 131
4. TEBHYAŚ CAITANYAM: IL “SÉ” SECONDO IL MATERIALISMO INDIANO di Krishna Del Toso p. 135
5. L’ANIMA NELL’EBRAISMO di Ariel Haddad p. 155
6. DUE DOMANDE APERTE di Marco Ravera p. 159
7. SFIDE FUTURE di Giuseppe Riconda p. 161

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