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Fine d’anno, tempo di conti: la Cina

Se nel 2013 l’economia mondiale potrebbe continuare a rallentare, con una previsione di crescita globale del 2,4% e rischi di recessione fino almeno alle soglie del 2015, d’altro canto la Banca Mondiale ha alzato le sue aspettative su Cina e Paesi asiatici in via di sviluppo. La notizia è contenuta in un rapporto reso pubblico il 18 dicembre scorso. A quanto pare, l’area estremo-orientale ha continuato a resistere, nonostante i risultati poco brillanti dell’economia mondiale.

Secondo la Banca Mondiale, stando all’ultimo Aggiornamento Economico sull’Asia Orientale e il Pacifico, per il 2013 ci si attende «che l’area continui a beneficiare di una forte domanda interna e di una lieve ripresa globale che potrebbe spostare ulteriormente in territorio positivo i proventi dalle esportazioni, una tendenza che dovrebbe continuare anche nel 2014». Sebbene la tenuta del mercato interno possa aiutare a far fronte in modo positivo a eventuali shock dovuti a flessioni della domanda internazionale, il rapporto mette in guardia contro due principali rischi che potrebbero incidere negativamente sui mercati: da un lato, un ulteriore calo degli investimenti in Cina, che porterebbe a una diminuzione della fiducia internazionale (su questo pesano molto le difficoltà economiche di Europa, Usa e Giappone, che trovano riverbero in un decisivo abbassamento della domanda di esportazione dalla Cina, la qual cosa sta di fatto provocando una netta diminuzione dei flussi di capitali e una inevitabile flessione dei prezzi dei prodotti) e, dall’altro, il fallimento a raggiungere negli USA un accordo sugli aumenti fiscali e sui tagli alla spesa entro la fine dell’anno.

La Banca Mondiale ha inoltre rivisto le previsioni di crescita 2013 per la Cina, le quali dall’8,1% di ottobre salgono all’8,4% dell’ultimo rapporto (della medesima opinione è anche la Deutsche Bank, che in un recente rapporto parla di una percentuale superiore all’8% a fine 2013, dopo però un periodo di stagnazione previsto entro lo stesso anno), in virtù soprattutto degli impulsi fiscali e dell’attuazione di grandi progetti di investimento. Nondimeno, le previsioni sulla crescita dell’economia cinese per il 2012 su base annua sono state riviste al ribasso, arrivando al 7,9%, dal 9,3% dell’anno scorso.

La crescita della Cina dovrebbe poi rallentare a circa l’8% nel 2014, con un ritmo potenziale di espansione economica comunque in via di diminuzione sul versante della produttività e della forza lavoro.

Per quanto concerne lo sviluppo dell’Asia orientale nel suo complesso, la crescita del prossimo anno si attesta attorno al 7,9%, contro una previsione iniziale del 7,6%, con le Filippine e la Malaysia in decisa impennata (6,2% e 5% rispettivamente).

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