cultura

Il Figlio del Re Cielo… in mongolo: una tomba di conquistatori?

sumiyabaatar
In evidenza l’area con la gigantesca scritta in mongolo (clicca sull’immagine per ingrandire)

B. Sumiyabaatar, un dottorando mongolo in Linguistica, ha tenuto una conferenza stampa l’1 luglio scorso. Fin qui nulla di strano, se non fosse che durante la conferenza egli ha mostrato al pubblico una singolare foto della Provincia mongola di Hentij, scattata da un satellite. A prima vista, nella foto si notano solo montagne e fiumi, ma un esame più attento rivela la presenza di alcune parole scritte in caratteri mongoli artefatti. Ed è questa la notizia!

L’area in questione è lunga un chilometro e larga diversi metri e per tale motivo le parole sono leggibili solo dall’alto. Ciò ovviamente ha indotto Sumiyabaatar a porsi diverse domande in merito, cercando di capire cosa sia questa enorme scritta e quale scopo avesse. Egli ha quindi lavorato per anni su tale sito e solo adesso ne ha parlato pubblicamente. A seguito delle sue ricerche, Sumiyabaatar ha trovato un sistema per decodificare le parole attraverso un metodo di decodifica “a specchio”. Egli ritiene che il manufatto riproduce delle parole mongole in modo alterato al fine di renderle – per qualche motivo a noi ancora ignoto – incomprensibili agli esseri umani. Perciò, afferma Sumiyabaatar, «non tutti quelli che possono leggere l’alfabeto mongolo saranno in grado di leggere queste parole; credo che queste siano delle parole in alfabeto mongolo, che sono state intenzionalmente contraffatte». Stando alla decodifica di Sumiyabaatar, la prima parola sarebbe “re”, la seconda parola “cielo”, la terza parola sarebbe il suffisso del genitivo e la quarta parola “figlio”. Ne ricaviamo dunque che la frase intera dovrebbe essere: “Figlio del Re Cielo”. Ciò potrebbe corroborare l’idea che la zona sia una sepoltura di uno o più re mongoli, o di qualche grande conquistatore del passato.

A seguito dell’annuncio pubblico delle sue ricerche, Sumiyabaatar ha lasciato alle autorità governative il compito di “prendersi cura” del sito archeologico. Nondimeno, ancora molto lavoro di ricerca resta da fare, dato che siamo appena agli inizi…

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