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Lo Yeti sarebbe… un orso himalayano

Illustrazione di uno Yeti (in tibetano: mi rgod) in un dizionario anatomico tibetano del XVIII sec.
Illustrazione di uno Yeti (in tibetano: mi rgod) in un dizionario anatomico tibetano del XVIII sec.

Una recente ricerca condotta da uno scienziato britannico ha messo in luce che il leggendario Yeti himalayano potrebbe in effetti essere una sottospecie di orso bruno incrociato con l’orso polare. Dai test del DNA su campioni di pelo effettuati da Bryan Sykes, professore di genetica alla Oxford University, emerge infatti un’incredibile corrispondenza con il DNA estratto dai peli di un antico orso polare. La spiegazione più probabile per il mito dello Yeti, suppone quindi Sykes intervistato dalla BBC, è che l’animale in questione sia un incrocio di orsi polari e orsi bruni. Vi potrebbe dunque essere un animale in carne e ossa all’origine del mito dello Yeti: «penso che questo orso – ha affermato Sykes – che nessuno ha mai visto vivo… potrebbe esserci ancora e avere molto dell’orso polare». «Potrebbe essere una sorta di incrocio – ha specificato il professore – e, se il suo comportamento è diverso da quello dei normali orsi, come riferiscono testimoni oculari, allora potrebbe esserci lui all’origine del mistero e della leggenda».

Sykes ha effettuato i test del DNA su peli derivanti da due animali non identificati, uno proveniente dal Ladakh e l’altro dal Bhutan. Il campione proveniente dal Ladakh appartiene ai resti mummificati di una creatura uccisa da un cacciatore circa 40 anni fa, mentre l’altro campione è un singolo pelo trovato in una foresta di bambù durante una spedizione cinematografica circa 10 anni fa. I risultati delle analisi sono stati confrontati con il genoma di altri animali memorizzati su un database che contiene tutte le sequenze di DNA ad oggi pubblicate. Sykes ha dunque rilevato una corrispondenza del 100% con un campione di DNA prelevato dalla mandibola di un antico orso polare trovato nelle Svalbard, in Norvegia, e vissuto tra 40.000 e 120.000 anni fa, ovvero l’epoca in cui l’orso polare e il suo stretto parente, l’orso bruno, si stavano separando in due specie diverse. Resta nondimeno noto che queste due specie si incrociano tra di loro nelle aree di sovrapposizione dei rispettivi habitat.

Sykes ha affermato che i suoi risultati erano «totalmente inattesi» e che, comunque, molto lavoro si deve ancora fare allo scopo di meglio interpretarli. Ad ogni modo, continua Sykes, i dati emersi non significano che «antichi orsi polari si aggirano per l’Himalaya», bensì che ci potrebbe essere una sottospecie di orso bruno locale, discendente da un antenato dell’orso polare. «Oppure potrebbe significare – ulteriore ipotesi avanzata da Sykes – che vi è stata una più recente ibridazione tra l’orso bruno e il discendente dell’antico orso polare».

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