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In fumo l’Istituto d’Egitto del Cairo

Ieri, domenica 18 dicembre, alcuni manifestanti sono entrati nell’edificio dell’Istituto d’Egitto al Cairo, mentre ancora fumava per l’incendio del giorno prima. Hanno scrupolosamente iniziato a portare in salvo quanti più manoscritti antichi possibile, di cui una parte è purtroppo andata perduta.

Il Ministro della Cultura Shaker Abdel Hamid ha descritto quanto successo una «catastrofe per la scienza» e ha annunciato la «formazione di un comitato di specialisti nel restauro di libri e manoscritti quando le condizioni di sicurezza lo permetteranno».

«L’edificio conteneva manoscritti molto importanti e libri talmente rari che è difficile trovarne altre copie», ha detto il Ministro sabato, riferendo degli sforzi congiunti «di giovani della rivoluzione, del Consiglio supremo di cultura e di restauratori, per salvare ciò che può essere salvato».

«È un enorme disastro per l’Egitto», ha sottolineato Raouf El Reedy, ex ambasciatore egiziano a Washington e membro dell’Istituto.  Secondo l’esercito la causa del rogo sarebbero state delle bombe molotov lanciate dai manifestanti, ma questa versione è già stata contestata.

L’Istituto fu fondato nel 1798 durante la spedizione di Napoleone Bonaparte in Egitto al fine di promuovere la ricerca scientifica e, come ha notato l’archeologo Christian Leblanc, anch’egli membro, «questo istituto è parte della storia comune di Francia ed Egitto». L’edificio che attualmente ospita l’istituto risale agli inizi del ventesimo secolo e prima del rogo conteneva circa 200.000 libri, alcuni molto rari, in particolare relativi alla storia e la geografia egiziane.
Per avere una stima di ciò che è stato perduto, il Ministero della Cultura ha richiesto un inventario dei danni, che sarà però possibile solo quando la situazione nella zona di Tahrir tornerà alla normalità.

Infatti, nonostante l’incendio sia da considerarsi – come detto – un disastro davvero di dimensioni globali, nelle vicinanze gli scontri tra manifestanti anti-governativi e polizia militare continuano ad essere accesi e nessuno sembra fare molta attenzione alle rovinose conseguenze del rogo, che ha ridotto per sempre in cenere preziosissimi e rarissimi documenti.

Per saperne di più, qui trovate una pagina di aggiornamenti.

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