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Jaguar e Ferrari: invasione di motori di lusso in India

Nel precedente post abbiamo visto come la Renault stia pianificando la nuova produzione di auto a Chennai per accaparrarsi larghe fette del sempre più ricco mercato indiano. Ma, ovviamente, non solo la Renault ha messo gli occhi sul Subcontinente. Anche due importanti case automobilistiche “di lusso” stanno entrando in scena.

Il 27 maggio, infatti, la Jaguar Land Rover ha inaugurato a Pune, nel Maharashtra, il suo primo stabilimento. Vi si costruiranno le Land Rover Freelander 2, assemblando i pezzi prodotti nella fabbrica Jaguar Land Rover di Halewood nel Regno Unito. Alla cerimonia d’inaugurazione, oltre a Ralf Speth, CEO della Jaguar Land Rover, c’era anche Carl-Peter Forster, CEO e Amministratore Delegato della Tata Motors, il quale ha commentato: «la nostra strategia di crescita nel mercato indiano segna un passo importante, e l’apertura di questo impianto dimostra quanto stretta sia la cooperazione tra la società madre, la TATA e la Jaguar Land Rover, una cooperazione che intendiamo sviluppare ulteriormente in futuro». Bisogna ricordare che TATA Motors è al momento l’unico importatore ufficiale di Jaguar Land Rover in India. Ralph Speth ha quindi sottolineato come «l’inaugurazione di questo primo impianto Jaguar Land Rover, con la prospettiva di assemblare i nostri veicoli a Pune per il mercato indiano, è per noi assolutamente strategica: in India abbiamo, infatti, ottenuto una crescita importante dall’apertura del nostro primo showroom nel 2009. E questo è un ottimo momento per incrementare le nostre attività qui, in un mercato dall’economia forte e che registra un costante aumento della richiesta di veicoli di lusso».

E a proposito di veicoli di lusso, anche la Ferrari pare non resti con le mani in mano. Il Cavallino Rampante ha inaugurato il primo show room Ferrari a New Delhi con l’obiettivo di vendere 100 esemplari nel prossimo triennio. All’apertura dello showroom, in assenza di Luca Cordero di Montezemolo, impegnato all’assemblea annuale di Confindustria, gli onori di casa sono stati affidati all’amministratore delegato Amedeo Felisa, che ha così commentato: «siamo venuti qui per restare e sono molto fiducioso nelle nostre prospettive di crescita in questo che è il nostro più grande mercato per potenzialità. Per noi i volumi non sono importanti. Vendiamo 7.000 auto in tutto il mondo e non siamo venuti in India per aumentare i volumi. L’India è ora pronta per la Ferrari». Sebbene l’entrata in India sia percepita dalla stessa Ferrari come tardiva – Felisa ha infatti sottolineato come «fino a ieri, Ferrari era presente in 57 paesi: ora siamo nel 58°. Avremmo dovuto arrivare in India molto prima» –, nondimeno, la strategia della casa di Maranello resta quella di affermare e consolidare il marchio anche nel Subcontinente. Felisa infatti spiega che «è stato un percorso di avvicinamento al mercato indiano che ha richiesto un po’ di tempo, ma adesso siamo qui con molte attese e con la speranza di fare dell’India un punto forte della nostra rete nel mondo». Data la sempre maggiore richiesta di prodotti di lusso, il mercato indiano potrebbe presto diventare il secondo mercato estero di Ferrari, sorpassando la Germania. Le potenzialità e l’interesse dimostrato dall’India sono confermate dalle dichiarazioni di Ashish Chordia, presidente dello Shreyans Group, che ha recentemente annunciato l’apertura nel 2012 a Mumbai (non lontano da Pune) di un nuovo showroom Ferrari.

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